Sulla costa vastese, a metà strada tra l'area protetta di Punta Aderci e Vasto marina, il promontorio di San Nicola Punta della Meta si affaccia come una terrazza naturale sul mare Adriatico, immerso nel verde della macchia mediterranea.

Il piccolo golfo che si apre sulla spiaggetta di ciottoli colorati, scogli e faraglioni ( lu purticciole, dicono i locali) può ben dirsi uno dei tratti più incantevoli del litorale abruzzese, ormai a pochi chilometri dal confinee molisano.
Ricco di storia, tradizioni e religiosità, caratterizzato da acque limpide e cristalline che per diversi anni consecutivi hanno meritato la Bandiera Blu europea, il Go1fo dil San Nicola è situato fuori dal centro abitato e, grazie all'oscurità circostante, dal promontorio di Punta della Meta nelle sere terse d'estate si può godere lo spettacolo delle costellazioni. La scogliera ospita un centro turistico
,unico nel suo genere, sola struttura ricettiva nel raggio di due chilometri a nord e due a sud.
Da qualche anno infatti questo lembo marino incontaminato è governato dalla famiglia di Giuseppe Zaccaria, affiancato dalla moglie Teresa e dai figli Paolo e Luciano. Custodi, prima ancora che imprenditori illuminati, sensibili alla tutela dell'ambiente. Lo dimostra il progetto pilota di valorizzazione - unico nel suo genere sulla costa adriatica per tipo di insediamento turistico -che stanno portando avanti su questo eccezionale anfiteatro marino esteso per circa un ettaro.

Qui sta nascendo un attrezzatissimo ed esclusivo centro turistico pensato approfittando della conformazione naturale del promontorio e sfruttando le varie potenzialità dell'ambiente marino pur garantendo un impatto ambientale pressochè inesistente.
In altre parole, l'impatto risulta pari a zero nell'allestimento delle terrazze digradanti a mare che ospitano le poche file di ombrelloni: per realizzarle sono stati impiegati i materiali naturali presenti sul posto, pietra arenaria e legno per le passerelle, coprendo il terreno di prato per non perdere di continuità con il paesaggio circostante ricco di canneti e olivi secolari, lecci, ginestre, mirto e lavanda.

La macchia mediterranea si protende fino al mare e protegge l'ambiente sotto costa dando vita a est della scogliera (Punta della Meta) a calette di trenta, quaranta metri quadrati. Dove l'acqua è bassa e il fondale sabbioso a differenza della costa di ghiaia a nord della Punta offrendo la possibilità di tranquille passeggiate a piedi per oltre un chilometro peraltro al riparo dai venti di grecale che possono movimentare le acque della scogliera.

Qui il paradiso è a portata di mano: si può scegliere di affittare pedalò o barche per ammirare le bellezze della costa vastese da Punta della Meta a Punta Penna, con la possibilità di visite guidate. Agli appassionati di snorkeling, scuola sub e diving center del centro baIneare di San Nicola offrono la possibilità di esplorare i fondali marini della scogliera, abitati da ricci di mare, molluschi, crostacei di ogni genere e pesce di scoglio.

Anche una tranquilla immersione in apnea è l'occasione per osservare lo spettacolo della Vita dei fondali. Tra i pesci spicca la vegetazione sottomarina (alghe, pomodori di mare, anemoni capelli di serpe...) ed è possibile fare incontri particolarissimi con la pacifica tartaruga di mare (Caretta caretta) proveniente dal largo come spiega la famiglia Zaccaria, gestore del complesso. Un altro spettacolo serale, che si ripeteda sempre con gli stessi ritmi e modi, è quello offerto dai pescatori del posto che praticano la pesca da fondo: con le piccole imbarcazioni al tramonto vanno a posare le reti a un miglio dalla costa per ritirarle all'alba. Il quadretto si completa con la presenza, a est della scogliera, di un caratteristico trabocco, verace testimonianza del tipico sistema di pesca con le reti in uso negli anni Cinquanta sulla costaabruzzese.

Storia e tradizioni si assommano in un crescendo di suggestione nell'incontro con la scogliera di San Nicola, un luogo dove il destino dell'uomo e la natura appaiono legati da un doppio filo. La presenza di un porto di origini romane nella baia è data per probabile dall'ubicazione di un tempio votivo sulla collina. Narrano le cronache del tempo che proprio nel piccolo golfo sottostante la chiesa del santo protettore dei pescatori si svolgesse la festa cristiana di San Nicola della Meta, rito religioso profondamente radicato nell cerimonie dei pescatori e marinai dell'antica Histonium.

Articolo di Jolanda Ferrara tratto dal n 54 della rivista "D'Abruzzo - Turismo Cultura - Ambiente"


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Testi e foto di questa sezione sono tratti dal libro "Paranze" di F. Feola - Edizioni Carabba